Candele: giocare con Dio
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio» (Mc 10,13-14)
Un bambino entra in una chiesa di Albenga, vacanze di Natale in Liguria, solito posto, per anni, come una seconda casa, sono i primi anni Ottanta, mano nella mano con i nonni, quel bimbo è felice. Quel bambino entra in una chiesa per una “visita”, così le chiama la nonna, una visita, come se si trattasse di un amico, o di un medico, insomma qualcosa sospeso tra il piacere e l’utilità, il bimbo è felice perché fare visita a Gesù in quella particolare chiesa è per lui diverso. Ci sono una serie interminabili di candele elettriche, un mare di lampadine spente che aspettano solo la sua moneta da cento lire, la moneta passa dalla mano della nonna alla sua, scende nel cassetto metallico e gli occhi del bimbo corrono a cercare di indovinare quale delle candele si accenderà. Terrificante. Adesso il bimbo è cresciuto e comprende bene che una candela deve essere una candela, che deve consumarsi al fuoco vivo, che deve profumare di cera, adesso lo sa eppure il bambino cresciuto farebbe carte false per ritrovare, oggi, almeno per un attimo, lo stupore di quel bambino che imparava a giocare con Dio.
Trent’anni dopo quel bambino è ormai uomo, è in Tibet, in viaggio con suo fratello, montagne e templi, e bambini, tanti bambini, che corrono tra le vie di questi monasteri enormi, colorati, incredibili, bambini che corrono felici muovendo con entusiasmo ruote di preghiera, appendendo bandierine, lasciando offerte, accendendo candele. Lo stesso entusiasmo. La stessa leggerezza. Negli occhi dei bambini tibetani, nel loro sorriso, c’è tanta libertà. Non accendono candele per avere in cambio delle grazie, sono già nella grazia, non lo fanno per interesse, non ne hanno bisogno, la loro devozione è gioiosa, libera, il loro Dio scende a correre e giocare con loro.
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