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RIVOLUZIONE BEATITUDINI

​Il numero 292 di “Luoghi dell’Infinito”, il mensile di arte cultura e itinerari di “Avvenire”, in edicola da martedì 5 marzo, è dedicato alle Beatitudini, definite da Giovanni Paolo II la Magna Charta del cristianesimo.

Le Beatitudini sono l’unica, vera rivoluzione che conosciamo. Una rivoluzione che non chiede agli altri ma a noi stessi di cambiare. E di cambiare riconoscendoci per quello che siamo realmente: creature nate dall’amore, vive per amore, destinate a un amore che è per sempre. Le Beatitudini non conoscono circostanze avverse, i se, i ma, le situazioni ideali, il Sol dell’Avvenire... Le Beatitudini partono sempre dal qui e ora, non da quello che vivremo ma da quello che viviamo. Sono scritte in noi, sono vive in noi, sono noi. Nessun intento consolatorio, nessuna retorica. Non c’è consolazione, non c’è retorica nella verità. La verità è luce, bellezza, respiro. Ed è sempre essenziale. Non conosce vie tortuose, ma vie in salita sì. Faticose, ripide, all’apparenza impossibili. Eppure, ecco la cima, ecco l’orizzonte che si apre, ecco la terra che ci ha generato, il Cielo cui apparteniamo. Che bello deve essere stato per le migliaia di bambini, di donne e di uomini raccolti intorno al Messia ai piedi di un monte, ascoltare le parole che gli aprivano gli occhi, che gli toccavano il cuore, che gli dicevano: questo tu sei, niente di più, niente di meno, un figlio di Dio.
Gli editoriali sono dell’eremita Mirella Muià e del filosofo Sergio Givone, dedicati rispettivamente al tema della giustizia del Regno e all’idea di “vita buona” nell’antichità.
Lo speciale si apre con un testo del cardinale Gianfranco Ravasi, che offre un quadro di lettura complessivo del Discorso della montagna di Gesù. Seguono una serie di commenti alle singole Beatitudini affidati a biblisti, teologi, figure della cultura: Ermes Ronchi, Enzo Bianchi, Domenico Airoma, Maria Antonietta Crippa, un inedito di Anna Maria Cànopi, Fiorenzo Facchini. Leonardo Sapienza traccia un profilo del magistero in rapporto alle Beatitudini, da san Giovanni XXIII a papa Francesco. Amedeo Ricco ci porta sul monte che la tradizione vuole essere quello in cui Gesù ha parlato alle folle. Elena Pontiggia esplora la rara iconografia delle Beatitudini e del Discorso della montagna. Maria Gloria Riva legge il Polittico dell’Agnello Mistico dei Van Eyck come manifesto della santità sigillato da Maria. Dante fa delle Beatitudini lo schema del suo Purgatorio e la chiave del Paradiso, come ci racconta Carlo Ossola. Maria Antonietta La Barbera entra nelle pagine di Bernanos, e letteratura e beatitudini è anche il tema proposto da Alessandro Zaccuri. Infine, Andrea Lavazza mostra le connessioni profonde tra le Beatitudini e la ricerca nel campo delle neuroscienze.
Il numero ha una sezione dedicata ad Arti & Itinerari, con Franco Cardini che racconta i tesori del borgo medievale di Lucignano in Valdichiana e Alessandro Beltrami si sofferma sulla mostra di Giovanni Battista Moroni, grande ritrattista del Cinquecento, alle milanesi Gallerie d’Italia.
 
Completano il numero le rubriche “Homo viator” di Franco Cardini, “Le strade del vino” di Lucia Stefani, “L’altro Novecento” di Massimo Lippi, “La scala d’oro” di Marco Vannini, “Lo spazio del suono” di Luigi Garbini, “Amicizie” di Antonia Arslan.
In copertina, Massimo Lippi, Blu Oltremare, 2008, grafite e pastello su tavola.