Essenziale, eclettico e fuori posto

di Chiara Boschi*

Il carbonio non è né buono né cattivo: il problema è dove si trova, in quale forma e quantità. L’estrazione intensiva ne ha alterato il ciclo e portato all’aumento delle temperature: è giunto il momento di fare ordine

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Il carbonio è un elemento essenziale per la vita, influenza il clima della Terra, la salute degli ecosistemi, la disponibilità di energia e le nostre economie. È il quarto elemento più abbondante dell’universo e il secondo del corpo umano. La maggior parte del carbonio terrestre è immagazzinata nelle rocce, soprattutto in quelle carbonatiche e nei sedimenti. Quantificarlo non è semplice, perché una parte considerevole si trova in profondità. Sappiamo, però, che questo enorme serbatoio geologico contiene molto più carbonio di quanto ne troviamo negli oceani, nella biosfera e nell’atmosfera. Ma la cosa ancora più sorprendente non è quanto carbonio esista, è il suo dinamismo.

Il carbonio si muove dall’aria a una foglia, dalla pioggia a un carbonato, da una foglia al suolo, dal suolo a un fiume e da lì al mare. Può entrare nel guscio calcareo di un organismo marino, depositarsi sul fondo dell’oceano e, molto lentamente, diventare una roccia. Se volessimo seguirlo nei suoi innumerevoli percorsi vivremmo un’avventura che sarebbe piaciuta molto a Jules Verne: potremmo davvero finire al centro della Terra. E con un po’ di pazienza, tornare in superficie, con lentezza geologica, dopo milioni o centinaia di milioni di anni.

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