Dove la moltitudine diventa comunità

di Vittorio Pelligra*

fotografie di Walter Niedermayr

Il “noi” nasce quando la somma degli individui diventa una “noitudine”, capace di far scaturire un impegno congiunto

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Un opera dal progetto Coesistenze di Walter Niedermayr (2015-2017), realizzato nei paesi della Magnifica Comunità di Fiemme

Si può abitare la stessa città ma vivere mondi differenti. A pochi chilometri di distanza cambiano la qualità delle scuole, la frequenza degli autobus, la presenza di biblioteche e parchi. Cambiano le persone che si ha l’opportunità di incontrare, le parole che si ascoltano, le occasioni che si presentano e perfino quelle che si riescono a immaginare. Cittadini della stessa città in un luogo tutt’altro che comune.

La geografia urbana traduce così nello spazio la lotteria della nascita. Venire al mondo in un quartiere del centro, in una casa piena di libri, vicino alle scuole migliori e dentro reti sociali ricche opportunità, è molto diverso dal nascere in una periferia mal collegata, con servizi fragili e poche occasioni di incontro. Non cambia soltanto l’indirizzo. Cambiano le dotazioni iniziali di tempo, sicurezza, istruzione e di bellezza. Cambia, soprattutto, la possibilità di pensare il futuro come uno spazio aperto. Una politica giusta dovrebbe concorrere a correggere queste diseguaglianze. Troppo spesso, invece, anche attraverso il “dispositivo-città” finisce per consolidarle e poi per nasconderle dietro, magari, la retorica del merito; per trasformarle in abitudine, perfino in destino. Questi “luoghi comuni” sono, in questo senso, luoghi politici. Un luogo, infatti, non è davvero comune solo perché possiamo attraversarlo e viverlo con altri. Diventa comune solo quanto tutti possono concorrere a definirne gli usi, le priorità e le regole. La distinzione tra spazi pubblici e privati non basta a cogliere la natura del “comune”. Una scuola può essere pubblica e offrire possibilità molto diverse a seconda del quartiere. Un museo può essere formalmente di tutti ma parlare soltanto ad alcuni. Un servizio può essere universale e risultare irraggiungibile per chi non possiede mezzi o competenze adeguate. Il “comune” non coincide con il “pubblico”. Riguarda il rapporto che lega una risorsa alle persone che dovrebbero poterne godere, trasformarla e custodirla.

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